“Per pura coincidenza suppongo su La Stampa del 15 aprile compaiono, affiancate, le precisazioni del Presidente di Gaia, Visconti, sulla discussa privatizzazione della società stessa e il lungo intervento di Paolo Bagnadentro a difesa della scelta del Comune di affidare ad Asp la gestione di Asti Musica. Sono da sempre un sostenitore ed estimatore di Astimusica e ho sempre difeso, spesso in solitudine, l’operato di Asp. Ciò nonostante trovo stravagante che il Presidente Bagnadentro rivendichi questa scelta come rientrante nella mission dell’azienda che presiede. Da cittadino mi piacerebbe che le capacità impenditoriali di Asp e del suo manager venissero dispiegate per intero per l’oggetto sociale dell’azienda. Ovvero gradirei che funzionassero sempre meglio il sistema di raccolta rifiuti, la gestione dell’Ecocentro, la gestione del servizio idrico integrato, il sistema di trasporto pubblico e magari che decollasse finalmente e senza scorciatoie la quarta vela, quella dell’energia che per me deve essere issata in direzione del risparmio energetico e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili. Non mi interessa che Asp si occupi di cultura e di enogastronomia! Non penso che le aziende pubbliche debbano fare utili e per questo ero contrario alla privatizzazione di Asp e a quella appena deliberata di Gaia. Le aziende pubbliche devono fornire servizi al miglior livello possibile e al più basso costo possibile. Trovo sconcertante che la rettifica dei numeri fornita dal Presidente di Gaia certifichi che non il 28% ma ben il 34% dei Comuni abbia detto sì alla privatizzazione. L’altro 66%, anziche 72%, non conta evidentemente nulla. La risposta ovvia è : no, conta il 25%! Bene, bravi, bis! Con la privatizzazione appena avviata alla prossima assemblea quel 66% dei Comuni non conterà più il 25% ma meno del 14%. L’azienda sarà gestita con i “metodi manageriali” ignoti, secondo i cantori delle privatizzazioni, al sistema pubblico e produrrà degli utili. Magari tra qualche anno il Presidente di turno verrà a dirci che compito di Gaia è promuovere cultura ed enogastronomia e quindi l’azienda gestirà “Astiteatro”, del resto come cantava già De Andrè: “dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior!” No, grazie. Da cittadino preferirei che Gaia facesse sempre meglio quello che fa già bene oggi: occuparsi al livello migliore possibile, dal punto di vista ambientale, della gestione rifiuti al costo più basso possibile per i cittadini. Non mi interessa che faccia utili da investire in sponsorizzazioni!” Giovanni Pensabene
Giovanni Pensabene interviene su Gaia e AstiMusica
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