Continuano gli appuntamenti estivi della rassegna “Teatro in terra astesana 2016” diretta dal Teatro degli Acerbi,sostenuta dalla Fondazione CRT nell’ambito del progetto “La Provincia di Asti: Patrimonio di Cultura” dell’Ente Provincia. Questa settimana doppio appuntamento, giovedì e venerdì. Coazzolo entra a far parte del circuito esclusivo dei Comuni “panoramici” all’interno dell’area Unesco che l’artista americano Chris Bangle ha selezionato per installare le sue maxi panchine. Giovedì 18 agosto alle 18 verrà inaugurata la Big Bench color lavanda che la Fondazione Chiarlo ha donato al Comune di Coazzolo confermando il suo ruolo di mecenate e di promotrice della bellezza dei nostri territori. A seguire, al tramonto, alle 20 nel nuovo Auditorium in prato, il Collettivo Progetto Antigone presenta “Parole e sassi, la storia di Antigone in un racconto per le nuove generazioni” con Patrizia Camatel, diretto da Letizia Quintavalla Antigone, antica vicenda di fratelli e sorelle, di patti mancati, di rituali, di leggi non scritte e di ciechi indovini, è stata narrata nei secoli a partire dal dramma scritto dal poeta greco Sofocle nel 440 a.C. Ora diciannove attrici, ognuna nella propria regione, solo con un piccolo patrimonio di sassi, la raccontano alle nuove generazioni, che a loro volta la racconteranno ad altri. Una narratrice, un cappotto e le tasche piene di sassi. Nient’altro occorre per condividere un racconto, se non la convinzione profonda che la storia che si sta raccontando è preziosa, e che attraverso il suo ri‐racconto la si preserva dalla scomparsa. Una voce, e gesti che riecheggiano un rituale, sono in grado di evocare tutti i personaggi della storia, di dare loro corpo e carattere. Commenta Patrizia Camatel parlando di questo lavoro vincitore del premio Eolo 2013 come miglior progetto creativo: “In un piccolo spazio delimitato e reso significativo con pochi segni, uno spazio ‘sacro’, compare la piccola e ribelle Antigone, che ha le sembianze di una pietra. Antigone, ragazzina dura come una pietra, contravviene alla legge del re Creonte e dà sepoltura al fratello Polinice, colpevole di tradimento e perciò condannato all’oblio. Antigone sa che il suo gesto avrà gravi conseguenze, ma il rispetto delle leggi non scritte, della tradizione e della voce del cuore è un imperativo più potente, dentro di lei. Ristabilire l’ordine naturale, contro alle decisioni pragmatiche, al sistema del potere e alla ragion di stato, questo è l’intento della protagonista; un obiettivo forse destinato ad un perenne scacco, forse solo una provocazione alle società di ogni tempo, un gesto che vuole scuotere le coscienze. Dovunque vi siano discriminazioni razziali, conflitti, intolleranze religiose, dovunque una minoranza levi la sua voce a reclamare giustizia, Antigone torna ad assumere il ruolo dell’eroina che sfida i regimi totalitari in nome di una pietas universale che si estende dai fratelli di sangue a tutti gli uomini sentiti come fratelli, superando così ogni ethos tribale-nazionale.’Parole e sassi’ è l’inizio di una pratica, che potrà forse continuare con altre storie importanti da salvare.” L’ingresso è gratuito. Venerdì 19 agosto alle 20.30 a Vinchio, al Casotto di monte del mare, il Teatro degli Acerbi presenta “Pinin e le masche” di Luciano Nattino, liberamente tratto dal racconto di Davide Lajolo, con Massimo Barbero. Pinin è un solitario abitatore dei boschi. Non torna più in paese da tempo. Ai pochi che riescono a trovarlo egli parla della sua vita, di un lungo viaggio, di un amore, di ricordi, di mondi possibili. E di “masche”, amiche e sconosciute, protettrici e crudeli. Per incontrare Pinin è necessario andare nei suoi luoghi, che sono distanti dalla civiltà, dai rumori dell’oggi. Dunque occorre innanzitutto camminare per piccoli sentieri e poi attendere in un luogo specifico, tra il fitto degli alberi, prendendo posto attorno a una torcia. E, se non si è troppo rumorosi o curiosi, lui, Pinin, potrebbe arrivare. E’ brusco, selvatico, non parla volentieri ma, se gli prende la vena buona, può parlare a lungo. Le sue sono storie di alberi, di uomini, di un amore lontano. Sono anche storie di guerre, di ricordi, di viaggi, di fughe. E sono, soprattutto, storie di masche, storie di quegli esseri che proteggono, a modo loro, la terra. A seguire l’osservazione delle stelle con il Gruppo Astrofili Astigiani “Beta Andromedae”. L’ingresso è gratuito.
A Coazzolo appuntamento con il “Teatro in terra astesana”
cultura
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