Fossili e natura nel più grande parco al mondo di nordic walking: idea suggestiva, e per niente improbabile, che potrebbe realizzarsi nell’Astigiano. Ancora una volta la paleontologia si conferma come valore aggiunto di un paesaggio che da una parte incassa prestigiosi riconoscimenti (vedi Unesco) e dall’altra continua a sviluppare progetti mirati a esaltare le peculiarità del territorio. Quella dei fossili è una specificità che sta convincendo Comuni, enti, associazioni a lavorare insieme nel Distretto Paleontologico promosso dal Parco paleontologico astigiano. Nell’ultima seduta, ospitata alla Camera di Commercio, si sono rincorse molte idee: tre associazioni di nordic walking hanno caldeggiato, davanti ai sindaci, la nascita di un grande parco capace di abbracciare l’intera provincia, su percorsi esistenti o da tracciare a Nord come a Sud, in ambienti naturali spesso custodi della biodiversità e connotati dalla presenza dei fossili: 75 chilometri sulla mappa, con un indubbio richiamo turistico per chi ama il benessere e le attività all’aperto. I piccoli produttori di canapa, miele, zafferano, erbe officinali hanno portato esperienze che ben si conciliano con la proposta del Distretto Paleontologico ai Comuni di censire terreni incolti e tornare a utilizzarli con coltivazioni e pratiche sostenibili sotto il profilo ambientale. “Si tratta di progetti pilota – ha spiegato Gianfranco Miroglio, presidente del Parco paleontologico astigiano – che manterrebbero la propria paternità, ma destinati a diventare più forti perché inseriti in un piano d’azione in cui si lavora tutti insieme per valorizzare il territorio”. Molto interesse anche alla proposta di costituire un biodistretto per esaltare le produzioni dell’agricoltura biologica e convenzionale: esperienza portata avanti, in numerose realtà territoriali, dall’Associazione nazionale Città del Bio, il cui presidente Antonio Ferrentino è intervenuto all’incontro astigiano. “In questa provincia – ha chiarito Ferrentino – ci sono tutti gli elementi forti per il biodistretto: paesaggio, storia e cultura, produzioni agroalimentari d’eccellenza che esaltano la stagionalità, aziende capaci e motivate. Il tutto tenuto insieme dalla straordinaria attrazione di un territorio che custodisce balene di 3 milioni di anni: la paleontologia rende davvero unica la terra astigiana. E la bellezza trova molto sensibili sia i consumatori che i turisti”. L’ipotesi del biodistretto sarà approfondita a gennaio in specifici incontri tra sindaci, produttori e Città del Bio. Nel frattempo il Distretto Paleontologico incassa l’interesse della Camera di Commercio, ribadito dal presidente Erminio Renato Goria, il contributo di idee dell’Unione Artigiani, l’adesione delle associazioni agricole (Confagricoltura, Coldiretti, UGC). “Una sfida da portare avanti assolutamente insieme”, il commento del direttore Coldiretti Antonio Ciotta, mentre il presidente di Confagricoltura Massimo Forno ha insistito sull’importanza di promuovere “progetti condivisi, diversi e assolutamente unici: capaci di far crescere negli agricoltori sensibilità nuove”. Soddisfatto Felice Musto (UGL), oggi consigliere del Parco paleontologico e commissario negli anni scorsi quando si iniziò a tratteggiare l’idea del Distretto Paleontologico secondo la proposta di Luigi Berzano, presente all’incontro alla Camera di Commercio e molto soddisfatto sull’evoluzione dei lavori.
Nell’Astigiano il più grande parco al mondo di Nordic Walking
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