Nomine Banca di Asti, Scandurra: “Per quale motivo, anche da Biella, il nome di Carlo Demartini è stato escluso dalle altre liste presentate?”
Forse che il Medioevo tornerebbe in scena ad Asti, al di là del celebre Palio? Sembrerebbe proprio di essere tornati al feudalesimo di oscurantista memoria, con i podestà assetati di potere pronti a fare da asso pigliatutto, in barba al popolo esangue e altrettanto impotente.
Assisto stupefatto a un giro di nomine da parte di ‘Fondazione CrAsti’ che, personalmente, disapprovo al massimo. Sarò stringatissimo. Su oltre 170 candidati che hanno inviato il proprio curriculum vitae alla rinomatissima e blasonata società americana di selezione ‘Spencer Stuart’, possibile che spicchi proprio, quale indicato Presidente, Maurizio Rasero?
Invito tutti coloro che si sono proposti a uscire allo scoperto: chissà mai che possano essere in massa decisamente, e soprattutto oggettivamente, possibilmente magari molto più meritevoli e pregnanti rispetto alla lista dell’ente guidato da Livio Negro? Proviamo a farlo dire a opinione pubblica e ai media?
Un po’ come a Sanremo: l’elenco degli esclusi, spesso, fa ben più rumore dei prescelti in gara. E, soprattutto, parecchie volte schiude scenari che, chissà, magari potrebbero persino sorprendere sul piano della franchezza e della limpidezza? Chi vivrà, vedrà.
E’ chiaro il fare inaccettabile di un sindaco che si è messo in testa, e solo lui sa perché, di presiedere per forza la ‘Banca di Asti Spa’. Forse che tema di rimanere disoccupato, a fine mandato a Palazzo Civico? Pur essendo contemporaneamente anche il Presidente della Provincia?
Mi risulterebbe che abbia un ottimo trascorso da commerciante nel negozio di famiglia, pur sembrando fare orecchie da mercante verso il proprio territorio: che ha chiesto a più voci e da più parti, a più riprese, un fermo passo indietro. Quindi, che problema c’è? Tornasse pure eventualmente a fare, in caso e se ritiene, ciò che gli ha dato dignitosamente e onestamente il pane quotidiano. Ogni lavoro, quale che sia pur lecito, nobilita.
Roberto Vercelli, consigliere comunale di opposizione del PD, anche lui è fra i nominati al Cda della Banca. Pur avendo il proprio partito contrario, e scusate se è poco: che, a quanto pare, assiste allibito a questa mancanza di obbedienza e allineamento. E siamo in due. Opposti in comune, d’amore e d’accordo in Banca, Maurizio e Roberto. Potrei esprimere, personalmente e rispettosamente, qualche personale dubbio e perplessità a riguardo?
Rasero che intanto proseguirebbe indefesso nel continuare a ignorare deciso il volere contrario dell’Astigiano sulla sua potenziale presidenza della Banca. Forse che abbia fatto propriamente sua la memorabile frase de ‘Il Marchese del Grillo’: “Perché io so io e voi non siete un …..”? Mi astengo per finezza dall’esplicitarne il prevedibile finale.
Il presidente della Fondazione Livio Negro, nel comunicato stampa ufficiale diramato ieri, ha parlato di scelta ispirata a criteri di competenze e conoscenza del territorio. Quindi, perché escludere Carlo Demartini, che obiettivamente incarna al massimo livello ambedue i requisiti?
Per quale motivo, anche da Biella, il suo nome è stato escluso dalle altre liste presentate? Forse qualcuno ha vergognosamente dimenticato che quando ‘Banca di Asti’ acquisì ‘Biver’, chi promosse con fiducia semplici risorse a dirigenti, mantenendo sul territorio anche le insegne dell’allora neo acquisito istituto in segno di continuità e rispetto, fu proprio l’attuale Ceo. La gratitudine appartiene al Cielo, e il fatto di cui sopra la conferma.
Bene, detto questo, a maggior ragione avanti tutta. Sono pronto a scrivere fondatamente in ‘Banca D’Italia’ per chiedere lumi precisi e autorevoli circa questo ammasso ad alto potenziale esplosivo di potere: su cui, immagino, anche altri contemporaneamente si staranno probabilmente ponendo medesimi, leciti interrogativi.
Aggravati dal fatto che l’indicato nuovo Ad Roberto Fiorini, a quanto parrebbe, sarebbe privo di un’esperienza, ruoli e incarichi pari livello di quelli sin qui perfettamente svolti dall’ottimo Carlo Demartini: cui auguro di aver ragione, eventualmente, anche in altre sedi. Che, forse, chissà, potrei eventualmente riservarmi anch’io di interessare.