Al Palio presidio di protesta a favore degli animali: “Non esiste un modo per utilizzarli, esiste solo un modo per rispettarli”
Anche quest’anno in concomitanza del Palio di Asti è andata in scena la manifestazione di protesta degli animalisti.
Domenica il presidio si è svolto il in corso Dante all’angolo con piazza Alfieri. La protesta nasce da una posizione precisa: “Siamo contrari all’utilizzo degli animali per finalità di spettacolo, intrattenimento, tradizione, competizione e alimentare, indipendentemente dal contesto nel quale questo avvenga”, spiegano.
Durante il presidio diverse persone si sono avvicinate ai manifestanti, mostrando interesse e condivisione rispetto alle ragioni della protesta. Non sono mancati, tuttavia, momenti di provocazione da parte di alcune persone presenti, anche in condizioni di evidente alterazione.
“Il punto centrale della nostra contestazione è etologico: gli animali non sono strumenti a disposizione dell’essere umano e il loro comportamento, le loro reazioni e il loro stato di stress devono essere considerati prima di qualsiasi esigenza di spettacolo o tradizione – continuano -. Particolare attenzione merita anche la sfilata collegata alla manifestazione, durante la quale è stato osservato un cane che appariva visibilmente affaticato e sottoposto a una situazione potenzialmente stressante, anche in relazione alle condizioni climatiche e all’ambiente particolarmente affollato e rumoroso”.
E aggiungono: “Per quanto riguarda i cavalli, riteniamo necessario interrogarsi seriamente sulle conseguenze che possono avere su questi animali rumori intensi, folla, sollecitazioni ambientali, trasporto, addestramento e pratiche di doma, soprattutto quando vengono inseriti all’interno di contesti altamente stimolanti e finalizzati alla competizione”.
“Non si tratta, quindi, soltanto di discutere le modalità con cui un singolo evento viene organizzato. La nostra posizione riguarda il principio stesso dell’impiego degli animali. Riteniamo che la sofferenza o lo stress di un animale non possano essere considerati un prezzo accettabile in nome della tradizione, dello spettacolo, del divertimento e dell’alimentazione. La tradizione non può diventare una giustificazione per ignorare la natura e le esigenze etologiche degli esseri senzienti – concludono -. Non esiste un modo per utilizzare gli animali. Esiste solo un modo per rispettarli. Con questa iniziativa intendiamo portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni una riflessione più ampia sul rapporto tra esseri umani e animali e sulla necessità di superare qualsiasi forma di sfruttamento animale, non soltanto nell’ambito del Palio, ma in ogni contesto nel quale gli animali vengano impiegati per finalità umane”.