Tre domande a… Edoardo Raspelli
Martedì 6 ottobre la serata conviviale del Rotary Club di Asti, presieduto da Franco Calcagno, ha ospitato il noto critico gastronomico e giornalista Edoardo Raspelli.
“Una ricetta straordinaria: crescere, innovare, tramandare” questo il tema della chiacchierata che il vice presidente Luigi Florio e Raspelli hanno sviluppato in una sala d’onore del Ca’ Vittoria di Tigliole gremita di soci e illustri ospiti.
Raspelli, classe 1949, lombardo di nascita e piemontese di adozione, rispondendo alle domande di Florio, ha ripercorso la sua lunga carriera professionale, iniziata ventenne come cronista di “nera” al “Corriere d’Informazione”, per passare poi qualche anno dopo, alla critica gastronomica, dove ha intrapreso una carriera e che ha fatto di lui il più noto e apprezzato critico italiano del settore. Al termine della serata abbiamo rivolto alcune domande al relatore.
Crescere e innovare: quali sono stati le occasioni di crescita e quelle di radicali cambiamenti nella sua lunga e importante carriera?
“Il 26 luglio del 1971, dopo due anni di collaborazione, sono entrato in via Solferino 28, al secondo piano, alla cronaca del Corriere d’Informazione. Avevo compiuto da poco 22 anni. Al primo piano, al Corrierone, Dino Buzzati, Montanelli, Afeltra, Mosca. Con me Walter Tobagi, Gianni Mura, Paolo Mereghetti, Vittorio Feltri. Per 10 anni siamo stati testimoni dei terribili Anni di Piombo.
Tutto è cambiato nell’autunno del 1975 quando obbedii agli ordini di Cesare Lanza: ‘Vai nei ristoranti, mangi, paghi, che poi ti rimborsiamo noi e racconti, ma voglio anche i ristoranti cattivi’.
E’ stato su suo ordine che, terzo al mondo e primo in Italia, ho inventato la vera critica gastronomica. Ora, oggi, come disse ‘l’ex compagno Carlin Petrini’ è ‘tutto macchietta o marchetta’”.
In tema di critica gastronomica: come si è evoluta la cucina italiana e la professionalità del settore?
“La ristorazione italiana è molto migliorata; le cantine si sono riempite di prodotti del Tricolore sempre migliori, sempre più grandi e famosi. Ma ora la cucina italiana si sta spegnendo: gli chef mettono il pesce crudo sui dolci di cioccolato. Se si va così i turisti, stranieri o locali, avranno un motivo in meno, ahimè, per conoscere prodotti e piatti del Tricolore”.
Quali sono i suoi programmi futuri?
“Oggi ho due importanti momenti televisivi: la seconda edizione di Green Tour per La7 che conduco con Sofia Bruscoli e la terza edizione del mio L’Italia Che Mi Piace… In Viaggio Con Raspelli… Il futuro?! Chi vivrà vedrà”.
Foto di Gabriele Picello
Ch.C.