In quest’ultimo incontro del Cortile dei Dubbiosi, sabato, si è cercato di porre l’accento sui valori positivi che il confronto produce affinché l’iniziativa sia costruttiva per tutti. +Se è il dubbio che mette in discussione la consuetudine, la forza creativa dei giovani ha sicuramente saputo essere motore per costruire novità coinvolgendo i presenti con riflessioni e molti spunti di concreta attenzione al presente. Se scienza è un percorso dominato dall’indagare l’ignoto per raggiungere traguardi che si rendono disponibili a tutti generando opportunità di crescita civile e sociale, due sono le proposte emerse a cui prestare attenzione: una sul versante ambientale e l’altra tesa a riconsiderare le periferie come nuova frontiera per coniugare ricupero urbanistico e coesione tra le persone. Una scienza che si fa carità nel guardare a temi di impatto forte sulla nostra collettività ad iniziare dai rimedi da porre all’inquinamento e per il contenimento degli sprechi alimentari ed energetici a cui bisogna rispondere riconsiderando modelli di sviluppo ad iniziare dalla riscoperta del valore delle “erre”: risparmiare, riciclare, riparare … L’impegno è quello a creare una «rete di speranza» assieme alle istituzioni ad iniziare dalla proposta del progetto “ARCHITETURE SOTTILI – Piccoli interventi di agopuntura urbana”, che offre risposte anche alle questioni del consumo del suolo, del riuso del patrimonio costruito, della sostenibilità degli interventi. l’illustrazione del progetto ha permesso di evidenziare come la ricerca sia stata l’occasione per affrontare alcuni tra i temi più importanti che riguardano la città di Asti: sono state trattate, seppure con interventi di dimensioni ridotte ed agendo “dal basso”, questioni di importanza strategica, come la riqualificazione urbanistica delle periferie e la mitigazione dei nefasti effetti che lo sviluppo postbellico ha prodotto nel centro storico. Una concretezza che rende l’iniziativa del “cortile dei dubbiosi” un singolare laboratorio di creatività che ha fatto scoprire in questi anni, accanto all’efficacia del confronto di pensiero, la forza propositiva del teatro, il valore coinvolgente del canto corale, l’utilizzo dei linguaggi multimediali nella comunicazione di tesi, il coinvolgimento sempre più ampio di interlocutori. Concludendo l’incontro don Dino Barberis, delegato vescovile per la pastorale sociale, indicava come sia necessario riconsiderare le sollecitazioni emerse alla luce dell’economia che spesso diventa arbitro decisivo nel determinare sviluppo sociale e relazioni interpersonali. Una proposta per amplificare gli interessi con una ricerca di senso, attivando la riflessione e l’autocritica che permette di comprendere la verità delle cose traguardando un nuovo umanesimo anche ricercando la sapienza che ci consente di vivere in quella pace tra noi e con il creato che non è solo assenza di conflitti, ma tessitura di relazioni profonde e libere. In questa prospettiva si colloca una iniziativa di riflessione e di dialogo tra Don Vittorio Croce (vicario generale diocesi di Asti) e Francesco Scalfari (direttore Polo Universitario di Asti): venerdì 10 aprile ore 21 allo spazio San Giovanni ci sarà modo di ragionare su “Teilhard de Chardin alla ricerca di un nuovo umanesimo” per offrire alla nostra comunità locale l’opportunità di guardare più da vicino alla proposta del 5° convegno ecclesiale nazionale di Firenze: un evento che sicuramente ci offrirà motivi di incontro e di crescita comunitaria. Michelino Musso
CHIESA
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