Carlo Panella ad Asti: “Israele è uno Stato necessario ma è ora che pensioni Netanyahu”
Israele? Uno Stato necessario per lo sviluppo del Medio Oriente, anche in senso democratico, come hanno ormai capito tutti i principali Paesi arabi. Netanyahu? Un premier che ha saputo trasformare Israele nella “Start-Up Nation” ma ha il torto di avere portato negli ultimi anni al governo dello Stato ebraico la peggior destra possibile, che inneggia all’assassinio di Rabin e alla pulizia etnica, e ne è divenuto prigioniero; prima se ne andrà, meglio sarà. L’Iran? Una teocrazia medioevale, ora in mano ai Pasdaran aguzzini, che prevedo crolli entro un paio d’anni, travolta dalle proprie lotte intestine.
Sono alcune delle considerazioni svolte dal giornalista e scrittore Carlo Panella, ospite giovedì scorso ad Asti di una serata conviviale organizzata al ristorante “Francese” dalle Associazioni Italia Israele di Asti e di Alessandria, nel corso della quale ha presentato il suo ultimo libro: “Israele, lo Stato necessario” (Rubbettino Editore, 2026).
Introdotto da Luigi Florio, già europarlamentare e vicepresidente della Delegazione U.E./Israele, Panella, grande esperto di questioni mediorientali e autore di svariate pubblicazioni sull’argomento, pur riconoscendo la drammaticità dell’attuale momento, non ha mancato di lanciare messaggi ispirati all’ottimismo, sottolineando in particolare come Israele, “resistendo ai reiterati tentativi arabi e musulmani di distruggerlo, abbia finito per convincere il mondo islamico ad abbandonare la strada della Jihad, la guerra santa finalizzata alla sua eliminazione, coltivata solo più dall’Iran e dai suoi proxi, tra i quali Hamas e Hezbollah”; e a chi gli ha chiesto se gli estremisti religiosi ebraici che hanno negli attuali ministri Ben Gvir e Smotrich i loro beniamini non rischino di snaturare Israele, nato dal sionismo laico novecentesco, ha risposto: “Israele ha gli anticorpi per guarire da questo male e a mio parere riuscirà a fare in modo che questi soggetti, che non riconoscono l’autorità dello Stato e rifiutano il servizio militare, abbandonino il suo territorio”.
Al termine della serata, protrattasi per oltre tre ore per permettere allo scrittore di rispondere alle domande rivoltegli dai molti presenti e firmare numerose copie del suo libro, l’avvocato Florio, a nome degli organizzatori, ha ringraziato Panella donandogli, a ricordo della serata, una bottiglia di Barbera del Monferrato.