A Moncalvo la vacanza perfetta per famiglie con bambini con disabilità
Per molte famiglie l’estate comincia con una promessa di leggerezza. Per quelle che convivono con la disabilità, spesso coincide con l’aumento delle responsabilità. Quando la scuola chiude e i servizi si interrompono, il carico di cura diventa continuo e la parola “vacanza” rischia di sembrare un lusso riservato agli altri.
È da questa consapevolezza che nasce Estate Paideia, uno dei progetti più importanti di Fondazione Paideia, che da 25 anni permette alle famiglie con bimbi con disabilità di vivere una settimana di vacanza fatta di svago, benessere e felicità. Un’iniziativa in collaborazione con Orsolina28 Art Foundation che ogni anno trasforma l’estate in un tempo possibile: di riposo, amicizia, autonomia e scoperta.
A Moncalvo, tra le colline del Monferrato, negli spazi immersi nella natura di Orsolina28 Art Foundation decine di famiglie trovano qualcosa che spesso manca nella quotidianità. Non si tratta semplicemente di una vacanza ma di poter lasciare andare, anche solo per qualche giorno, il peso della gestione continua. Di vedere il proprio figlio giocare con altri bambini in un ambiente pensato davvero per lui. Di concedersi una lezione di yoga, una nuotata, una passeggiata senza dover restare sempre in allerta. Di cenare con altre famiglie che conoscono la stessa fatica e la stessa forza.
Nel 2026 saranno 46 le famiglie coinvolte nel progetto e per 18 di loro sarà la prima volta. La prima occasione per scoprire che la spensieratezza non è un privilegio riservato agli altri. Questo grazie al prezioso contributo dei volontari, che quest’estate sono quasi 60, persone comuni che scelgono di dedicare una settimana della loro estate a questo progetto.
«Gli altri mi dicono: portiamo tuo figlio a fare un viaggio con noi. Voi mi dite: andiamo tutti insieme a fare una vacanza», racconta una mamma che ha partecipato a una precedente edizione di Estate Paideia. In questa frase c’è forse il cuore del progetto: creare occasioni in cui ogni membro della famiglia possa sentirsi accolto, visto, parte della stessa esperienza.
Ogni giornata è costruita intorno ai bisogni di tutti. I bambini partecipano a laboratori, attività creative, giochi all’aperto e in piscina. I fratelli e le sorelle – i cosiddetti siblings, spesso invisibili nel racconto della disabilità – trovano spazi propri, amicizie, nuove autonomie. I genitori possono finalmente respirare.
Durante una delle passate edizioni, Sara, quattro anni, sorella di uno dei bambini presenti al soggiorno, alla fine della sua prima giornata ha detto: «Mamma, voglio stare qui 50.000 giorni».
Elena e Alberto, genitori che hanno partecipato al progetto negli anni scorsi, raccontano: «Estate Paideia ci ha arricchito davvero tanto e la portiamo nel cuore. Ci è stata data l’opportunità di pensare a noi, prendendoci spazi ormai perduti». Parole che restituiscono una verità importante: prendersi cura di chi si prende cura è una necessità, non un lusso.
Accanto all’esperienza residenziale, Fondazione Paideia porta avanti anche il Centro Estivo, che tra giugno e luglio accoglie decine di bambini tra i 5 e i 14 anni al Centro Paideia e presso le due sedi della Fattoria Sociale: sulla collina torinese e nella campagna di Caramagna Piemonte (CN). Un progetto costruito su percorsi personalizzati, attività inclusive e rapporti educativi calibrati sui bisogni di ciascuno.
Quando l’estate finisce, restano le fotografie, le amicizie nate quasi per caso, i numeri salvati sul telefono. Ma soprattutto resta una certezza: non essere soli. Ed è una forma di vacanza anche questa.
Estate Paideia è un progetto totalmente gratuito per le famiglie e i volontari che vi partecipano.